Disbiosi e Depressione quasi amici

Disbiosi e Depressione quasi amici

Disbiosi e eubiosi…Tutto parte dall’intestino

L’intestino umano ospita microrganismi, divisi in centinaia di specie diverse prendendo il nome di microbiota intestinale. Con questo  termine si definisce una vasta comunità microbica del tratto enterico costituita prevalentemente da batteri, parassiti, virus e lieviti, quando queste comunità vivono in equilibrio tra loro avremo uno stato di eubiosi, generando una condizione di salute ottimale dell’individuo, viceversa una sua alterazione provocherebbe disbiosi con alterazione della barriera emato-encefalica e neuroinfiammatoria.

Ora vi starete chiedendo ma cosa c’entra con la depressione ?

Come sappiamo la depressione è un disturbo neurologico, il cervello non lavora da solo, ma è connesso con il sistema fisiologico dell’intero individuo. Tra i diversi fattori che possono contribuire ai cambiamenti nelle funzioni cerebrali associati alla depressione vi è l’asse intestino cervello.

Disbiosi

L’asse intestino-cervello

Da molti anni, la scienza ha riconosciuto il ruolo fondamentale dell’asse intestino cervello per salvaguardare la salute umana, con scambio bidirezionale di informazione rilasciando neurotrasmettitori, peptidi secreti dalle cellule enteroendocrine dell’intestino e dall’azione dei psicobiotici; (s’intendono quei ceppi batterici sicuramente in grado di interagire direttamente con il nostro cervello fino a modificarne aspetti anche comportamentali),essendo intestino centrico, riporto sempre la frase, se stai bene con l’intestino stai bene anche mentalmente, questo è vero, la maggior parte dei nostri mali parte dall’intestino.

Depressione e disbiosi.

Ma torniamo a noi, possiamo dire che in caso di depressione, la varietà di specie nel nostro microbiota si riduce, influenzando lo stato dell’umore, per non permettere ciò, lo stile alimentare gioca un ruolo fondamentale perciò evitiamo alimenti dannosi come dolcificanti artificiali, eccesso di glutine, eccesso di zuccheri semplice, introduciamo anche i nostri amici probitici e prebiotici, che sostengono il nostro microbiota. In questo caso gli studi hanno evidenziato il nome di alcuni batteri utili come: Lactobacillus acidophilus, Bifidobacterium bifidum, Lactobacillus helveticus r0052 e rhamnosus R0011, il Bifidobacterium longum R0175 e il Lactobacillus casei ceppo Shirota.

Ognuno di loro gioca un ruolo fondamentale in noi riducendo l’ansia, lo stress, aumentando la dopamina e serotonina, migliorando le prestazione cognitive, diminuendo il cortisolo e riscontrando tantissimi molteplici benefici.

Per questo caro lettore se ti VUOI BENE proteggi il tuo MICROBIOTA, perché cosa sappiamo l’INTESTINO è il nostro SECONDO CERVELLO!

Bibliografia:

  • Winter, G. et al. (2018). Gut microbiome and depression: What we knowand what we need to know. Reviews in the Neurosciences.https://doi.org/10.1515/revneuro-2017-0072
  • The Microbiota-Inflammasome Hypothesis of Major Depression

Antonio Inserra 1 2 3Geraint B Rogers 4 5Julio Licinio 1 2 6Ma-Li Wong 1 2 6

  • Huang R. et. al. “Effect of Probiotics on Depression: A Systematic Review and Meta-Analysis of Randomized Controlled Trials”. Nutrients 2016; 8 (8): 483.
  • Sarkar A., Lehto S.M., Harty S., Dinan T.G., Cryan J.F., Burnet P.W. “Psychobiotics and the Manipulation of Bacteria-Gut-Brain Signals”. Trends Neurosci. 2016 Nov; 39 (11): 763-781.

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